17/10/2017

Donne in politica? La parità di genere è un miraggio. In Italia siamo indietro di un secolo

Donne in politica? La strada da fare ancora lunga. Questa, in sintesi estrema, l’analisi della componente femminile nelle istituzioni del nostro paese. Nella seconda puntata dell’inchiesta di Cernuscodonna.it sul mondo del lavoro abbiamo scelto come focus la politica, la stanza dei bottoni dove vengono prese le decisioni fanno andare in un verso o in un altro la nostra società.

Il dato più evidente è che mai nella storia repubblicana del nostro paese una donna è stata presidente del consiglio, a differenza di quanto è succede nei paesi del nord Europa o della stessa Germania dove la leader della politica tedesca è da ormai 12 anni Angela Merkel.

Nell’attuale governo Gentiloni le ministre sono 5 su 18 (27,78%) di cui 2 senza portafogli. D’altronde basta guardare al passato per capire come le donne in politica non abbiano mai avuto vita facile. Dei 60 governi della storia repubblicana, infatti, i primi 29 non comprendevano neanche una donna. La prima a ricoprire questo ruolo fu Tina Anselmi, nominata ministro del Lavoro nel 1976 da Giulio Andreotti.

Le cose vanno di poco meglio a livello parlamentare. La XXVII legislatura (che ormai è nella sua fase conclusiva), era stata presentata come quella con la maggior presenza femminile. Tuttavia la parità di genere è ancora lontana: alla Camera le deputate sono il 31,30 del totale mentre nell’altro ramo del parlamento le senatrici sono il 29,60% (Dati Openpolis).

Ma anche nelle istituzioni locali le donne fanno fatica a ritagliarsi un ruolo di rilievo. Le Regioni governate da una donna sono soltanto due: il Friuli-Venezia Giulia di Deborah Serracchiani e l’Umbria di Catiuscia Marini. E delle 21 regioni italiane sono solo 8 quelle con almeno il 40% di donne all’interno delle giunte. Ancora peggiore la situazione nei consigli regionali dove al massimo si raggiunge il 32% di consigliere in Emilia Romagna. Infine impossibile non citare due casi eclatanti: da una parte il Molise dove non c’è neanche una donna in giunta e dall’altra la Basilicata dove non c’è neanche una donna nel consiglio regionale.

Il trend viene confermato, infine, anche a livello comunale. Su 106 comuni capoluoghi di provincia le sindache sono solo 9, tra le quali Chiara Appendino e Virginia Raggi, elette nell’ultime amministrative. Tanti numeri che confermano un problema strutturale nella nostra società. Anche perché se sono poche le donne in politica più difficilmente verranno approvate delle norme che aiutino a raggiungere la parità di genere e a contrastare la violenza di genere.

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