08/04/2017

Il 70% delle vittime di cyberbullismo sono ragazze. Un fenomeno in crescita con gravi di conseguenze: dalla depressione fino al suicidio

Non c’è settimana in cui sfogliando un quotidiano o guardando un telegiornale non si venga a conoscenza di un caso di femminicidio. L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto venerdì 7 aprile a Pietra Ligure (Savona) dove una ragazza di 19 anni è stata uccisa a coltellate dal ragazzo poco più che ventenne.

Ma in questi anni parallelamente alla violenza fisica sulle donne si è diffuso un altro tipo di violenza quella online. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il cyberbullismo colpisce 8,5% dei giovani tra i 14 e i 18 anni e di questi il 70% sono ragazze. 

L’aspetto più pericoloso del fenomeno riguarda le conseguenze sulla vita delle vittime. La violenza parte online, in particolare sui social network, ma ha gravi ripercussioni sulla vita reale dei giovani. Secondo la stessa ricerca, infatti, il 10% delle vittime di cyberbullismo ha tentato il suicidio,  il 50% ha praticato autolesionismo e l’80% si è dichiarata depressa o triste .

“Quella che subiscono le ragazze oggi è una violenza che sta cambiando forma, sempre più subdola, sempre più mirata a ledere la privacy e colpire nell’intimità” – sostiene la dott.ssa Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza – “scatti rubati, momenti intimi che diventano pubblici, la propria vita messa in vetrina e alla gogna mediatica. Critiche, giudizi, una diffusione che non si riesce a fermare. Lo schermo deresponsabilizza e disinibisce, bisogna lavorare sul far capire agli adolescenti che anche se si tratta di un’immagine o di un video, dietro c’è una persona fisica con emozioni e sentimenti e soprattutto far comprendere a chi condivide e alimenta la diffusione in rete, che è colpevole quanto chi pubblica”.

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